tradimenti
Paradise resort
13.04.2026 |
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"Si abbassò lentamente fino a prenderlo tutto dentro il culo e iniziò a cavalcarlo con movimenti profondi, la figa vogliosa oscenamente aperta..."
Mario Rossi arrivò al resort la mattina presto, con l’aria di chi sta facendo un favore al mondo intero. Valigia di pelle, occhiali da sole firmati, camicia aperta sul petto.Alla reception trovò lei.Jasmine.
Era una super figa sudamericana di venticinque anni, di quelle che fanno girare la testa e indurire il cazzo solo a guardarle. Pelle ambrata luminosa e vellutata, capelli neri ricci e folti che le ricadevano selvaggi sulle spalle nude. Il viso era da modella porno di alto livello: zigomi alti, occhi scuri leggermente a mandorla con uno sguardo da troia intelligente, labbra carnose e sensuali dipinte di rosso ciliegia.
Ma era il corpo a lasciare senza fiato.
Vita strettissima, fianchi larghi e generosi, culo a pesca alto, rotondo e sodo che sporgeva all’indietro con arroganza naturale. Il seno era semplicemente spettacolare: due tette enormi, pesanti, rotonde e incredibilmente sode per la loro taglia, che tendevano la camicetta bianca della divisa in modo quasi indecente. I bottoni sembravano sul punto di saltare, lasciando intravedere un profondo solco sudato e invitante tra le due masse di carne. Sotto la gonna nera stretta, le natiche si muovevano a ogni passo come se sfidassero chiunque a non fissarle.Era chiaramente una grande figa. Di quelle che sanno esattamente il potere che hanno tra le gambe e sul petto.
Benvenuto, señor Mario» disse con voce calda, leggermente roca, che scivolava dritta nei pantaloni. «Sono Jasmine. Se ha bisogno di qualsiasi cosa… qualsiasi cosa, mi chiami.»Lo sguardo di lei durò un secondo di troppo. Quando Mario si allontanò, Jasmine fece cadere una cartellina e si chinò lentamente. La gonna si tese sul culo perfetto. Mario rimase immobile a fissare quelle due natiche sode che si dividevano leggermente sotto la stoffa.Quel pomeriggio, in piscina, Mario si sdraiò su un lettino. Poco dopo vide Jasmine uscire dal chiosco con un bikini arancione microscopico. Il tessuto, una volta bagnato, diventava quasi trasparente. I capezzoli scuri e grossi si vedevano chiaramente, le tette enormi tremolavano a ogni passo, il tanga spariva tra le natiche sode lasciando visibile un piccolo tatuaggio di un pesciolino sopra la figa.
Jasmine si fermò proprio davanti al suo lettino. Si chinò per sistemare l’asciugamano, offrendogli una vista perfetta del culo a pesca. Poi si voltò e si chinò di nuovo per raccogliere una bottiglietta. Le tette pesanti penzolarono, quasi uscendo dai triangolini. Rimase chinata qualche secondo di troppo.Mario la fissava con arroganza, il cazzone che si gonfiava nel costume. Pensava: «Questa troietta sa di essere guardata. Crede di provocarmi? Io decido quando e come.»Più tardi Jasmine gli si avvicinò con una banana matura. La sbucciò lentamente, tenendo gli occhi fissi su di lui.«Le donne caraibiche hanno parecchio bisogno di banane, sai?» disse con voce bassa e sensuale, facendo scivolare la banana tra le labbra carnose. «Sono dolci, carnose… entrano bene in bocca… ci riempiono… e ci fanno stare molto, molto bene.»
Mario ghignò, arrogante. «E gli uomini invece? Cosa devono mangiare secondo te, bella?»
Jasmine sorrise lentamente, leccando la punta della banana con la lingua rosa.
«Gli uomini hanno bisogno di tanto ananas… rende tutto più dolce… più buono da ingoiare fino all’ultima goccia.»Quella sera, mentre Mario cenava da solo, ricevette un messaggio: “Spiaggia nord, vicino alle rocce. Ti aspetto. Jasmine”.
Jasmine lo aspettava leccando lentamente un gelato alla fragola. Parlarono un po’. Lei si strusciò contro di lui come una gatta in calore, premendogli le tette enormi sul petto e il culo sul pacco.Poi si inginocchiò sulla sabbia e gli abbassò i pantaloncini. Il cazzone schizzò fuori, spesso e venoso.Jasmine aprì la bocca carnosa e lo prese dentro con avidità. Succhiava con forza, la testa che andava avanti e indietro con ritmo perfetto, la lingua che girava intorno alla cappella grossa mentre scendeva sempre più giù. La gola si contraeva intorno al cazzo, la saliva colava abbondante lungo l’asta e le gocciolava sulle tette enormi. Ogni tanto lo tirava fuori per leccarlo tutto, dalla base alle palle, facendo rumori bagnati e volgari, poi lo ingoiava di nuovo fino quasi a strozzarsi.Mario le teneva la testa con una mano, spingendo con i fianchi. «Cazzo che bocca… succhiamelo bene, troia.»Jasmine accelerò per qualche secondo, poi si fermò con un “plop” osceno, lasciando il cazzo lucido di saliva che pulsava nell’aria.«Domani notte, alle 23:00 sotto le palme grandi. Questa volta voglio tutto.»Mario protestò debolmente: «Domani mattina arrivano mia moglie e mia figlia…»Jasmine sorrise maliziosa: «L’attesa prolunga il piacere, papi.»
Claudia e Sofia che aveva da poco compiuto 19 anni, arrivarono al mattino. Jasmine li accolse. Mentre accompagnava Sofia allo snorkeling, “per caso” si chinò davanti a Mario premendogli le tette gonfie contro il braccio. Poi si chinò a raccogliere qualcosa, offrendogli una vista perfetta del culo a pesca.
Mario stava scoppiando.
Rimasti soli Claudia si sistemò e disse: «Sono felice che siamo ai Caraibi. Sofia ha avuto quei piccoli problemini…»Mario rispose acido: «Non sono piccoli problemini, Claudia. L’hanno trovata nuda e drogata a casa di uno spacciatore.
Non fosse stato per le nostre conoscenze sarebbe dietro le sbarre!»
Nel pomeriggio, in spiaggia, Mario guardava tutte le donne, il cazzone mezzo duro. Claudia se ne accorse e litigarono violentemente.«Sei patetico. Sbavi dietro a ogni figa che passa.»Sofia, imbarazzata, si allontanò.Più tardi, in camera, Mario ricevette un messaggio hot da Jasmine. Era una foto allo specchio: Jasmine completamente nuda, una mano che strizzava forte una delle sue tette enormi, l’altra che scostava le grandi labbra mostrando la figa lucida e gonfia. Dietro di lei, riflesso, il culo a pesca spalancato, con il buchetto rosa bene in vista. Sotto la foto solo due parole: “Stanotte ti aspetto. Tutto quanto.”Mario sentì il cazzo diventare di marmo. Si chiuse in bagno e iniziò a masturbarsi furiosamente guardando la foto.Claudia entrò all’improvviso e lo beccò.«Ma che cazzo fai?! Ti stai segando mentre io e tua figlia siamo fuori?! Ma cosa ti dice il cervello????»Litigarono ferocemente. Quando Claudia uscì, Mario guardò dalla finestra e vide Sofia che parlava e rideva con Ramon, un giardiniere muscoloso che aveva un'aria che gli piaceva poco.
Mario arrivò ubriaco e carico di desiderio. Jasmine lo aspettava tra le palme grandi. Bevvero rum direttamente dalla bottiglia, poi Jasmine cominciò a ballare strusciandosi contro di lui come una gatta in calore. Gli premeva le tette enormi sul petto, gli faceva sentire il culo sodo e caldo contro il pacco gonfio, girava su se stessa offrendogli quel culo a pesca perfetto.Mario era già al limite. Pensava: «Queste tettone piene… le tette di Claudia sono flosce. La mia segretaria ha delle tette discrete, le puttane che carico per strada hanno tette rifatte dure come plastica. Queste sono vere tette da troia.»
Jasmine si inginocchiò sulla sabbia e gli fece un pompino profondo: succhiava con forza, la testa che andava avanti e indietro, la gola che si contraeva intorno alla cappella grossa, saliva che colava abbondante lungo l’asta e le gocciolava sulle tette enormi. Ogni tanto lo tirava fuori per leccarlo tutto, dalla base alle palle, poi lo ingoiava di nuovo con rumori bagnati e volgari.Mario le teneva la testa e spingeva. «Succhia, troia… succhiamelo bene.»Poi Mario la spinse contro una palma, le aprì le gambe e si inginocchiò. Le spostò il tanga e affondò la faccia tra le sue cosce. La figa di Jasmine era fradicia e gonfia. Leccò con avidità, succhiando il clitoride turgido mentre infilava due dita dentro di lei pompandole forte. Jasmine tremò violentemente e venne con un urlo rauco, la figa che si contraeva e gli schizzò un fiotto caldo di umori sul mento.
Mario si rialzò, il viso lucido. La fece sdraiare sulla sabbia e le entrò nella figa con un colpo solo. Poi la mise sopra. Jasmine si abbassò sul cazzo guardandolo dritto negli occhi e cominciò a cavalcarlo con forza da puttana. Le tette enormi ballavano violentemente davanti alla faccia di Mario.Lui le afferrò con entrambe le mani, strizzandole forte, schiaffeggiandole, tirando i capezzoli scuri. «Cazzo che tettone piene… guardale come ballano. Le tette di Claudia sono flosce. La mia segretaria ha delle tette discrete, le puttane che carico per strada hanno tette rifatte. Queste sono vere tette da troia.»Jasmine accelerava, gemendo come una puttana.Dopo un po’ Mario la girò. «Ora voglio il culo. A pecora, troia.»
Jasmine si mise in ginocchio sulla sabbia il culo a pesca alto e offerto, la schiena inarcata. Mario le sputò sul buchetto rosa e spinse dentro con forza. Il culo cedette lentamente, stringendo come una morsa intorno al suo cazzo spesso.«Ahhh… che culo stretto di merda…» gemette mentre entrava fino in fondo.Le afferrò i capelli ricci con una mano e tirò forte, facendole inarcare ancora di più la schiena. Con l’altra mano iniziò a sculacciarla con forza. Ogni schiaffo produceva un suono secco e forte, lasciando l’impronta rossa sulla pelle ambrata delle natiche sode.«Sbatti più forte, troia! Muovi questo culo!» ringhiò, continuando a sculacciarla ritmicamente mentre la inculava con colpi profondi e violenti. Le natiche tremavano a ogni affondo e a ogni schiaffo.Jasmine spingeva il culo all’indietro con foga, gemendo ad ogni colpo. «Sì… inculami… sculacciami più forte…»Mario accelerò, le palle che sbattevano contro la figa bagnata, le mani che continuavano a colpire quel culo perfetto, lasciandolo rosso e caldo.Poi Jasmine lo fece sdraiare sulla sabbia e gli disse con voce roca: «Adesso lascia fare a me.»
Si posizionò sopra di lui, Guardandolo. Prese il cazzo e lo guidò nel suo culetto dilatato. Si abbassò lentamente fino a prenderlo tutto dentro il culo e iniziò a cavalcarlo con movimenti profondi, la figa vogliosa oscenamente aperta.
Mario le mise una mano sotto e massaggiò il clitoride. Jasmine squirtò violentemente, bagnandolo con fiotti caldi.
Jasmine continuava il saliscendi stringendo il cazzo di Mario che gemette: «Cazzo… sembra che mi stia facendo un pompino con il culetto… che troia di merda.»Infine la fece alzare, la mise in ginocchio davanti a sé e le puntò il cazzone sulle tette enormi. Sborrò copiosamente: la prima scarica coprì le tette, il solco profondo e i capezzoli; la seconda e la terza le finirono in faccia e in bocca aperta. Jasmine tirò fuori la lingua, raccogliendo lo sperma caldo.Jasmine leccò un po’ di sborra dalle tette, rise piano e se ne andò tra le palme, lasciando Mario sfinito sulla sabbia.Mario crollò sulla sabbia, il respiro pesante, ma pieno di arroganza. Pensava: «Domani guarderò Claudia e Sofia negli occhi e dimostrerò loro che sono un vero uomo. Dirò a Sofia che è disdicevole parlare con il personale del resort, soprattutto con quel giardiniere di merda. Nessuno saprà ciò che stanotte è successo.»
Ma Mario non aveva capito nulla di quello che era successo.
La mattina Mario era distrutto.
Entrò nella lounge privata dell’hotel dove lo aspettava il CEO di EuroTech, un tedesco alto e freddo di nome Klaus Weber, seduto su una poltrona di pelle con un sorriso soddisfatto. Mario sfogliò le pagine, lesse le clausole più penalizzanti – perdita del controllo azionario, penale da tre milioni, esclusione totale dalla gestione – e scoppiò in una risata secca, arrogante.«Ma davvero credi che firmerò questa merda?» disse, gettando il contratto sul tavolo. «Perché dovrei?Non firmerò mai questa merda» disse con voce ferma, anche se dentro tremava. «Puoi tenerti il tuo contratto del cazzo.»Klaus Weber sorrise lentamente, senza scomporsi.«Invece firmerai, Mario. Firmerai eccome.»Premette un pulsante sul telefono interno.«Falla entrare.»La porta si aprì e Jasmine entrò con passo sicuro. Tailleur nero attillato, camicetta bianca, occhiali dalla montatura sottile, capelli ricci raccolti in uno chignon severo. Sembrava una dirigente d’alto livello.Mario la fissò a bocca aperta.«Tu…»
Klaus Weber fece un gesto elegante verso di lei.«Ti presento la nostra migliore collaboratrice per le acquisizioni ostili: Jazmín Valentina Rojas. Lavora per noi da tre anni. Da sei mesi è sulle tue tracce, Mario. Sei mesi in cui ha studiato ogni tua debolezza.»Weber aprì una cartellina e fece scivolare sul tavolo il curriculum di Jasmine. Laurea in Economia e Relazioni Internazionali, master in Intelligence aziendale, esperienza in tre diverse operazioni di ricatto corporativo finite con acquisizioni vantaggiose.Mario impallidì.Jasmine prese la parola con voce fredda e professionale.«Sei stato prevedibile, Mario. Molto prevedibile.»Aprì il tablet e iniziò a mostrare il materiale.Prima le foto: Mario che entrava in un motel con la sua giovane segretaria, mano sul culo di lei. Mario che caricava una prostituta sulla sua auto di lusso, lei già con la testa tra le sue gambe.Mario provò una timida protesta, la voce incrinata.«Queste… queste sono vecchie storie. Non dimostrano niente. Non potete usare…»Jasmine lo interruppe alzando una mano.«Queste sono solo l’antipasto.»Premette play.
schermo del tablet.
Si vedeva chiaramente Mario ubriaco che inculava Jasmine da dietro contro la palma, le mani aggrappate al suo culo a pesca, il cazzone che entrava e usciva dal buchetto dilatato. Si sentivano i suoi gemiti volgari: «Cazzo… che culo stretto… prendilo tutto, troia…». Poi l’orgasmo: lui che usciva e sborrava abbondantemente sulle tette enormi di Jasmine e nella sua bocca aperta, mentre lei leccava con gusto.Mario deglutì. Il sudore gli imperlava la fronte.«Almeno quella l’ho scopata…» disse con voce roca, cercando di recuperare un briciolo di orgoglio.Jasmine inclinò la testa, quasi divertita.«Ah sì? Allora guarda questo.»
Primo video: Claudia nella spa, nuda, presa da due massaggiatori. Gemeva: «Ahhh sì… scopatemi più forte! Mio marito al pomeriggio ha preferito masturbarsi invece di scoparmi… io voglio vendicarmi! Riempitemi la figa e la gola di cazzo! Sborratemi dentro tutta!»
Secondo video si vedeva che era del pomeriggio, c'era Sofia in ginocchio dietro una siepe con Ramon. Gli faceva un pompino con impegno. Ramon le teneva la testa e diceva: «Brava… se vuoi stasera posso tornare con due amici.» Sofia si staccò un attimo, saliva sul mento, e rispose: «Mi piace succhiare cazzi… e ho tre buchi da riempire, quindi volentieri.» Poi continuò a succhiare fino a farlo sborrare in bocca, ingoiando tutto con un gemito.Terzo video: Sofia con Ramon e due amici. La ragazza era in ginocchio, circondata da tre cazzi. Succhiava uno mentre masturbava gli altri due. I tre la usarono senza pietà, poi le sborrarono tutti in bocca. Sofia, con il viso e la lingua coperti di sperma, rideva: «Grazie ragazzi… datemene ancora. Sono proprio una troietta viziata, vero?»
Si sentiva chiaramente la sua voce: «Più forte… sì… così…»Mario barcollò, appoggiandosi al muro. «Mia figlia… cazzo, mia figlia…»Jasmine spense il tablet è lo guardò dritto negli occhi, senza alcuna emozione.«Mentre tu mi inculavi sulla spiaggia come una troia, i miei colleghi si occupavano della tua famiglia. Tutto filmato in alta definizione. Abbiamo anche le chat che tua moglie e tua figlia hanno scambiato con i massaggiatori dopo il fatto… molto esplicite.»Klaus Weber parlò per la prima volta, calmo: «Firma il contratto, Mario. Ora. O questi video finiranno a tutto il consiglio di amministrazione, ai tuoi soci, alla stampa e ovviamente alle email personali di tua moglie e tua figlia… anche se dubito che gli interessi molto, visto quanto sembrano essersi divertite.» Mario mestamente firmò
Klaus Weber si alzò, sistemandosi la giacca. «Il contratto è firmato, Mario. Se provi a contestarlo, questi tre video finiranno sulla casella email di tutti i membri del consiglio di amministrazione, di tua moglie (anche se dubito che le interessi più di tanto), dei tuoi soci e, naturalmente, sui social. Jasmine fece un passo verso di lui. Il tailleur attillato evidenziava ancora il suo corpo esplosivo. Si tolse gli occhiali per un secondo e lo fissò con quegli occhi scuri che la sera prima lo avevano fatto impazzire.«Credevi di essere tu il cacciatore, Mario? Pensavi che il tuo bel cazzone italiano ti rendesse intoccabile?» Sorrise, crudele. «Sei solo un uomo debole come tutti gli altri. E adesso sei nostro.»Mario rimase lì, distrutto, il viso terreo, le mani che tremavano. Tutto ciò per cui aveva lavorato, la sua famiglia, il suo orgoglio… era finito.Jasmine si avvicinò ancora, gli sussurrò all’orecchio con voce bassa e velenosa:«Grazie per la sborra dolce sulle tette, papi. È stata davvero buona.»Poi si voltò e uscì dalla lounge insieme a Klaus Weber, lasciando Mario solo con il tablet spento in mano e il rumore del suo mondo che crollava
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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